I Benefici della Biodinamica Craniosacrale

I BENEFICI DELLA BIODINAMICA CRANIOSACRALE

di Marco Rivetti e Luisa Brancolini

articolo tratto da DBN MAGAZINE WEB EDITION – Novembre 2018

 

“Il corpo sussurra in continuazione e, quando ne ascolti il mormorio,
percepisci la verità”.
Gaston Barchelar

La Biodinamica Craniosacrale è una disciplina basata sull’interazione con le Risorse che sono già presenti nell’organismo della persona che riceve il trattamento e che possono essere ricontattate attraverso il campo di relazione sicuro, accogliente e di sostegno, creato dall’operatore durante la seduta.
Partendo da questo presupposto, l’operatore stesso si orienta per primo alle proprie Risorse – traendone egli stesso benefico –, e successivamente si orienta a sostenere il ricevente nel processo di riconnessione con le proprie Risorse, in uno spazio di presenza e di quiete, non facile da descrivere a parole.

Il corpo racconta…
Per esempio è possibile percepire un senso di bilanciamento tra parte destra e parte sinistra del corpo, tra alto e basso, un senso di simmetria e di integrità nell’equilibrio delle tensioni corporee mentre il corpo del ricevente racconta silenziosamente la sua storia e permette alle esperienze del passato di emergere e di trasformarsi.
È proprio sentendo questo senso di ordine dentro di sé che l’operatore, attraverso un contatto manuale molto leggero e sottile su diverse aree del corpo, permette l’interazione tra i due sistemi nervosi.
L’effetto che ne deriva consiste nella risposta del sistema nervoso del ricevente che attiva delle reazioni fisiologiche.

I benefici si percepiscono subito
Un profondo rilassamento e il riemergere di una rinnovata vitalità psicofisica sono gli effetti principali che raccontano le persone dopo un trattamento.
Il rilassamento arriva attraverso il percepire prima le asimmetrie corporee e le zone di tensione per poi sentirle distendersi fino ad accedere ad un senso di leggerezza e di integrità, dove il corpo torna ad essere percepito come un insieme coordinato e armonico di movimenti e sensazioni.

Il percorso formativo
Per il suo particolare approccio la Biodinamica Craniosacrale richiede a chi studia per diventare operatore di sviluppare una profonda consapevolezza del proprio corpo, delle proprie sensazioni, emozioni, pensieri e dei propri ritmi fisiologici naturali.
I percorsi formativi permettono agli studenti di compiere un lavoro di autoconoscenza attraverso lo sviluppo delle proprie capacità percettive, strumento principale per poter condurre una seduta.

La mia esperienza
In questi anni di insegnamento ho visto negli studenti il realizzarsi di una ricerca: il raggiungere un luogo dentro di sé dove ritrovarsi o da cui partire per cercarsi. Imparare a trovare dei punti di riferimento interni a noi stessi diventa imparare a non dipendere, a scegliere da cosa farci influenzare e a contattare le risorse personali, come costruirsi una casa autosufficiente.
La grande forza di questo approccio consiste proprio nel riconsegnare agli altri il loro potere personale, per quanto possibile, accompagnandoli nella scoperta dei loro strumenti per trovare le loro soluzioni.


QUANDO FARE UNA SEDUTA DI BIODINAMICA CRANIOSACRALE

Ricevere un trattamento di Biodinamica Craniosacrale porta sempre un senso di beneficio diffuso a tutto il corpo.
Nel momento in cui vogliamo migliorare una condizione di disagio il lavoro con la Respirazione Primaria ha dei campi di applicazione preferenziali legati fra di loro dalla necessità fondamentale di lavorare con le Risorse all’interno dell’organismo, con la sua
capacità di ritrovare un ordine e una condizione di salute senza introdurre sostanze dall’esterno.

Questo approccio incontra delle necessità sia fisiche che emotive e psichiche:
– il supporto alla rielaborazione di una condizione traumatica;
– la modulazione della risposta del Sistema Nervoso in condizioni di disagio psico-fisico;
– condizioni di dolore fisico e psichico;
– avvantaggiare lo sviluppo del bambino.

Scarica qui l’articolo in formato pdf

ESPERTI IN AZIONE

GUARDA IL VIDEO PER COMPRENDERE MEGLIO I BENEFICI CHE OFFRE UNA SEDUTA DI BIODINAMICA CRANIOSACRALE

I trattamenti di Biodinamica Craniosacrale possono essere ricevuti a qualunque età, con un particolare vantaggio per i bambini e i più giovani che, per loro natura, rispondono profondamente e velocemente a questo tipo di lavoro.

Biodinamica Craniosacrale, Respiro della vita e Respirazione Primaria

Articolo di Marco Rivetti tratto da DBN Magazine Natural Mag –  Web Edition  – Luglio 2018 – n. 4

Per la Biodinamica Craniosacrale il respiro ha una grande importanza,  che va ben oltre il processo fisiologico che ci mantiene in vita.

 

Nel linguaggio della Biodinamica Craniosacrale il Respiro della Vita viene anche chiamato Respirazione Primaria, per distinguerlo dalla respirazione polmonare. La Respirazione Primaria compare all’ inizio dello sviluppo embriologico dell’ individuo  e tra le sue azioni induce anche la respirazione polmonare, che inizierà dopo la nascita.

Parlando di Respirazione intendiamo  un processo fisiologico ritmato  in due fasi: una inalazione ed una esalazione, che corrispondono  nel nostro linguaggio ad un’espansione ed una contrazione.

Ogni fase Respiratoria, espansione e contrazione, si esprime in un unico e quasi impercettibile Movimento che coinvolge tutto  il corpo portandoci  un senso di integrità  e armonia.

Può capitare che una parte del nostro corpo crei una resistenza a questo Movimento per diversi motivi, per esempio una dolenzia,  la presenza di una cicatrice o un disagio posturale; in questo caso la Respirazione si esprimerà lo stesso ma la percepiremo come “trattenuta” in quell’area in cui c’è la resistenza.

Il nostro lavoro con la Biodinamica Craniosacrale consiste nel facilitare  il corpo ad esprimere il più liberamente  possibile questo Movimento di Respirazione.
.

Percepire il Respiro della Vita

Come facciamo a percepire questa Respirazione?

Le abilità tattili che si sviluppano nello studio della Biodinamica Craniosacrale permettono  di entrare in ascolto dei sottili movimenti dei tessuti corporei con il contatto fisico, sapendo che ciò che percepiamo in superficie manifesta spesso un’attività profonda nel corpo trasmessa attraverso i diversi strati anatomici per influenza diretta.

Il Movimento della Respirazione Primaria si trasmette attraverso i fluidi nei tessuti corporei fino alle nostre mani traducendosi in questa particolare sensazione liquida definita: Marea.

L’operatore di Biodinamica Craniosacrale impara a sentire la Marea nel corpo e a distinguerne i ritmi e la qualità e a riconnettere una persona con le sue risorse riconnettendola con il ritmo della Respirazione Primaria, il ritmo del Respiro della Vita.

 

A che cosa serve la Biodinamica Craniosacrale

I trattamenti di Biodinamica Craniosacrale vanno intesi come una facilitazione all’accedere al benessere della persona e possono essere di supporto in sinergia con terapie specifiche eseguite da un altro professionista.

 

Quando fare una seduta di Biodinamica Craniosacrale

Ricevere un trattamento di Biodinamica Craniosacrale porta sempre un senso di beneficio diffuso a tutto il corpo.

Nel momento in cui vogliamo migliorare una condizione di disagio, il lavoro con la Respirazione Primaria ha dei campi di applicazione preferenziali legati fra di loro dalla necessità fondamentale di lavorare con le Risorse all’ interno dell’organismo, con la sua capacità di ritrovare un ordine e una condizione di salute senza introdurre sostanze dall’esterno.

Questo approccio incontra delle necessità sia fisiche che emotive e psichiche:

  • il supporto alla rielaborazione di una condizione traumatica;
  • la modulazione della risposta del Sistema Nervoso in condizioni di disagio psico-fisico;
  • condizioni di dolore fisico e psichico;
  • avvantaggiare lo sviluppo del bambino.

Scarica qui l’articolo in formato pdf
.

Video

Il respiro della vita è uno dei principi fondamentali della Biodinamica Craniosacrale.
Ce ne parlano Luisa Brancolini, Maderu Pincione e Marco Rivetti, membri del direttivo ACSI.

 

La sessione di Biodinamica Craniosacrale

UNO SGUARDO DAL PUNTO DI VISTA DEL RICEVENTE

di Marco Rivetti

DBN Magazine  Web Edition – Aprile 2018 n. 3

Rendere l’accoglienza un metodo
è stato il passo fondamentale della
Biodinamica Craniosacrale

 

Ricordo ancora oggi le prime sessioni che ho ricevuto diversi anni fa, all’ inizio della mia formazione come operatore: ogni volta che
entravo nello studio, quella signora mi accoglieva in modo spontaneo e sincero; scambiavamo poche parole, di solito riguardo al viaggio che avevo percorso per raggiungerla e poi ci sedevamo uno di fronte all’altra.

Non sapevo precisamente cosa dire ma ogni volta le parole mi uscivano di bocca senza sforzo: era quello il momento in cui più mi rendevo conto di come ero stato dopo l’ultimo trattamento, avevo la sensazione che guardando la mia operatrice mi venissero in mente le cose, pensavo fosse la sua calma, oppure quella sensazione che percepivo “nell’aria” di essere ascoltato a “tutto tondo”.

IN ATTESA DI UN QUALCOSA…
A questo primo momento di dialogo seguiva la fase sul lettino: da sdraiato e vestito l’operatrice appoggiava le mani sui piedi, sulla testa
e su altre parti del corpo, in modo molto delicato e rimanendo su ogni punto per dei tempi lunghi, anche molti minuti. Scoprii poi che questo tipo di contatto serviva a stimolare una risposta del Sistema Nervoso Autonomo, infatti la mia sensazione era proprio che lei si mettesse
in attesa, aspettando che succedesse qualcosa…

… CHE PUNTUALMENTE ARRIVAVA…
Ed effettivamente poi qualcosa succedeva… dentro di me: a volte erano delle emozioni che si susseguivano una all’altra, o formicolii o
la percezione di un qualcosa che fluiva nel corpo; altre volte sognavo in dormiveglia, o magari per un po’ non mi sembrava di sentire niente.

… E POI MI SENTIVO DIVERSO
Potrei dire che si avviava un processo di rielaborazione di un mio vissuto, mi sembrava proprio che iniziasse un processo con un suo culmine e una sua conclusione, insomma succedeva qualcosa e poi mi sentivo diverso.
A volte l’operatrice interveniva parlandomi e chiedendomi di dirle cosa stessi sentendo; questo in particolare mi permetteva di sentire ancora meglio le mie sensazioni e al contempo di rimanere più lucido e cosciente di ciò che vivevo interiormente.

CAMBIAMENTI CONCRETI E REALI
Con il concludersi della seduta ritornavamo seduti uno di fronte all’altra e ogni volta notavo piacevolmente la differenza tra prima e dopo la sessione, ci prendevamo un altro breve momento di dialogo per poi salutarci.

TRE MOMENTI BEN DISTINTI

Si possono distinguere tre principi di lavoro nel trattamento di Biodinamica Craniosacarale:

1) Il contatto che svolge l’operatore è finalizzato ad entrare in comunicazione con una risposta del Sistema nervoso autonomo, quindi non viene ricercato un effetto specifico ma si dà la possibilità all’organismo del ricevente di esprimersi autonomamente.

2) L’attivazione del Sistema nervoso autonomo innesca un Processo, una serie di reazioni fisiologiche e psico-emotive che raggiungono un loro apice per poi ridimensionarsi e riorganizzarsi in un rinnovato senso di integrità.

3) Per facilitare e contenere l’espressione del Sistema nervoso autonomo, l’operatore impara a percepire e interagire con quello che viene chiamato campo, la sensazione d’insieme che percepiamo “nell’aria”, il contenitore dell’esperienza, lo spazio vitale che ci circonda e che risuona del nostro stato.

Questi tre principi permettono al ricevente di vivere un’esperienza fisica, psichica ed emotiva di riorganizzazione interiore scandita dai tempi del suo organismo e mediata da una risposta che nasce dall’interno e non da uno stimolo che arriva dall’esterno.

Scarica qui l’articolo in formato pdf

Conferenza A.CS.I 2017 – Bibliografia essenziale sulla Biodinamica Craniosacrale e la risoluzione del trauma

La risoluzione del trauma è un processo che deve essere vissuto prima di tutto in se stessi, non è sufficiente leggere libri, ma è necessario fare anche approfonditi percorsi esperienziali che affrontino la materia in modo serio e completo.

 

 

Continua a leggere

Il sistema di certificazione delle competenze

certificate

Il quadro normativo di riferimento – delineato dalla legge n. 92/2012, dal decreto legislativo n. 13/2013 e dal decreto Interministeriale del 30 giugno 2015 – recepisce la prospettiva europea dell’apprendimento permanente, come qualsiasi attività intrapresa dalla persona in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, per migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva di crescita personale, civica, sociale ed occupazionale.

Continua a leggere

A.CS.I. il volto italiano della Biodinamica Craniosacrale

Articolo tratto da:  Natural Mag – Novembre 2017

Continua a leggere

Quinto passo: La Sincronizzazione

Il quinto passo della Biodinamica Craniosacrale:
LA SINCRONIZZAZIONE

di Luisa Brancolini Continua a leggere

Proposta del socio Paolo Raccanello a tutti i soci

dan-roizer-46904compCaro operatore,

sono Paolo Raccanello e rappresento un gruppo di operatori di Biodinamica Craniosacrale con la voglia di condividere dal vivo le nostre esperienze. Continua a leggere

Ciao Germana!


Ciao Germana!

Sei passata in un’altra dimensione. Continua a leggere