Inserto DBN Magazine Settembre 2022

Decalogo per Operatori e Docenti di Biodinamica Craniosacrale

In questo decalogo sintetizziamo gli aspetti più importanti legati alla nostra professione come operatori in Biodinamica Craniosacrale.

 

  1. In che categoria di attività rientra la Biodinamica Craniosacrale?

La Biodinamica Craniosacrale è una DBN – Disciplina Bio Naturale.

La definizione Discipline Bio Naturali non trova un riferimento normativo nazionale al riguardo, ma è il frutto del lavoro fatto in origine in Lombardia e in altre regioni, come la Toscana, ormai condiviso quasi univocamente. La definizione di DBN riportata sul sito della Regione Lombardia, Catalogo dell’Offerta Formativa delle Discipline Bio Naturali, edizione 2022, a cura del Comitato Tecnico Scientifico delle Discipline Bio Naturali di Regione Lombardia, è la seguente: Le D.B.N. si basano sulla “cultura della vitalità”, hanno come fine quello di ottenere la piena vitalità della persona in qualsiasi età, condizione sociale o stato di benessere. La persona viene presa in considerazione come entità vitale globale e indivisibile. Le Discipline Bio Naturali NON sono pratiche terapeutiche, estetiche o sportive.

Dalla Legge Regionale della Lombardia: ”…consistono in attività e pratiche che hanno per finalità il mantenimento e il recupero dello stato di benessere della persona, che non hanno carattere di prestazione sanitaria, che tendono a stimolare le risorse vitali dell’individuo attraverso metodi ed elementi naturali la cui efficacia è stata verificata nei contesti culturali e geografici in cui la singola Disciplina si è sviluppata“.

Le Discipline Bio Naturali ad oggi rappresentate nel C.T.S. D.B.N. REGIONE LOMBARDIA sono 42. Molte di esse, negli ultimi trent’anni, hanno svolto e svolgono importanti attività di ricerca e di volontariato in collaborazione con strutture ospedaliere di eccellenza, con le Università, imponendosi quale best practice anche a livello nazionale.

  1. La Biodinamica Craniosacrale è una professione?

Si. La Biodinamica Craniosacrale rientra tra le professioni intellettuali normate ai sensi della Legge Nazionale 4/2013 e, come tale, liberamente esercitabile nei limiti posti dalla legge. Ai professionisti di cui all’art. 1, comma 2 della Legge Nazionale 4/2013, non è consentito l’esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale.

  1. Cosa intende la Legge 4/2013 per Professione?

L’art.1 comma 2 della legge definisce professione: “L’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative”.

  1. Cosa posso fare nell’esercizio della Biodinamica Craniosacrale?

Tutto ciò che non viola la legge e non è riservato per legge ad altre professioni. Il riferimento del testo ufficiale all’art. 2229 c.c. sottolinea bene come le professioni non organizzate non possano intervenire in materie di esclusiva competenza delle professioni strutturate in ordini o collegi come, per esempio, medici, psicologi, avvocati, architetti. Contravvenire a tali requisiti chiama in causa il reato penale di esercizio abusivo di una professione (art. 348 del Codice penale).

  1. Come posso essere sicuro di non rischiare una condanna per abuso di professione?

Semplicemente evitando, nella sostanza e nella forma, qualsiasi atto o termine sia proprio di professioni riservate. Ad esempio, relativamente alle professioni sanitarie, attuare o parlare di cura, diagnosi, prescrizione, terapia, paziente o generare confusione nel cliente con atteggiamenti che possano indurre a credere che si stia compiendo atto medico. Da tale condotta non è esclusa la psicoterapia, giacché la professione è caratterizzata dal fine di guarire, diversamente da qualsiasi D.B.N. che ha quale fine l’accompagnare il cliente in un percorso di auto riequilibrio energetico.

  1. Come operatore della Biodinamica Craniosacrale posso collaborare col personale sanitario?

Certo: ogni Operatore di Discipline Bionaturali può prestare la propria collaborazione ai medici, anche in strutture ospedaliere, nel pieno rispetto delle attività degli stessi e dell’area di loro competenza, senza mai invaderla. 

  1. Se sono un dottore in medicina ed anche un operatore della Biodinamica Craniosacrale posso esercitare le due professioni in concomitanza?

No. La stessa persona può esercitare le due professioni, se non esistono divieti specifici nei regolamenti dell’Ordine di riferimento, ma ben chiarendo gli ambiti e definendo il momento in cui opera il medico, esercitando una professione sanitaria, da quello in cui opera l’operatore delle DBN, che opera senza presunzione di guarire. Anche le intestazioni della carta intestata, dei biglietti da visita e di qualsiasi altra comunicazione dovranno essere diversificati.

Sui documenti relativi alla Biodinamica Craniosacrale andrà riportato, dopo il nome e il cognome, “Operatore in Biodinamica Craniosacrale – attività regolata ai sensi della L.4/2013” oppure Professionista disciplinato ai sensi della Legge 4/2013.

Ai professionisti di cui all’art. 1, comma 2, anche se iscritti alle associazioni di cui al presente articolo, non è consentito l’esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale.

  1. Come posso chiamare la mia seduta di Biodinamica Craniosacrale?

Magari proprio seduta, o pratica o sessione l’importante è evitare termini come intervento o terapia. Colui che la riceverà sarà il cliente, o il ricevente.

  1. Come docente/formatore, ai partecipanti che hanno frequentato la mia formazione in Biodinamica Craniosacrale che tipo di riconoscimento posso rilasciare?

La dicitura corretta è Attestato di partecipazione e formazione, che attesta la partecipazione a un iter formativo e può essere rilasciato da ogni Ente di formazione non formale. L’attestato dovrà riportare il codice fiscale della persona che lo riceve, il numero di ore di formazione frontali e totali, la data e la forma del responsabile.

Riguardo al termine diploma, in quanto termine relativo alla formazione formale, come anche i termini scuola e accademico, sono termini che fanno parte della formazione formale, mentre le DBN fanno parte della formazione non formale. Anche se non esiste a tutt’oggi un espresso divieto all’utilizzo di tali termini, non è ben visto dal mondo istituzionale della formazione, inoltre crea diffidenza verso chi presenta l’attestato, piuttosto che accoglienza.  L’uso continuativo potrebbe essere visto come scorretto e fuorviante verso l’utenza come “pratica commerciale scorretta” e “pubblicità ingannevole”, punibile per legge con sanzioni pecuniarie da parte dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, art. 27 del codice del consumo.

Esistono altre definizioni possibili, ma sono riservate a situazioni particolari:

  • L’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi rappresenta, ai sensi dell’art. 7 della L. 4/2013, uno strumento di qualificazione della professione e può essere rilasciato soltanto ai membri delle associazioni professionali iscritte nell’apposito elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico dalle associazioni stesse.
  • L’attestazione di competenze formale, rilasciato da un Istituto di Formazione Formale accreditato in Regione.
  • La certificazione è rilasciata da un organismo di certificazione accreditato presso l’ente di accreditamento (in Italia ACCREDIA) sulla base della normativa tecnica appositamente predisposta dall’UNI (Ente Italiano di Normazione).
  1. Se sono operatore o docente in Biodinamica Craniosacrale e sono iscritto A.CS.I. come posso definirmi?

Posso definirmi:

Operatore in Biodinamica Craniosacrale iscritto ad A.CS.I. come Socio Qualificato o come Socio Istruttore per l’anno …. Inoltre, andrà riportato, dopo il nome e il cognome: “Operatore in Biodinamica Craniosacrale – attività regolata ai sensi della L.4/2013” oppure Professionista disciplinato ai sensi della Legge 4/2013.

Non è permesso utilizzare termini come OPERATORE QUALIFICATO, OPERATORE CERTIFICATO (vedi sopra, a meno che la certificazione non sia rilasciata da un ente di accreditamento, In Italia ACCREDIA).

Inoltre A.CS.I. Associazione Craniosacrale Italia non “riconosce” operatori o insegnanti, quindi non è corretto scrivere RICONOSCIUTO da A.CS.I.

Ricapitolando: La Biodinamica Craniosacrale

Fa parte delle Discipline Bio-Naturali (DBN), attività e pratiche che costituiscono la “cultura della vitalità”.  I principi culturali e operativi delle DBN, sono questi:

  • Approccio globale alla persona
  • Finalizzate alla piena espressione della vitalità, come patrimonio unico e irripetibile di ogni persona in qualsiasi età e condizione.
  • Utilizzano esclusivamente conoscenze, tecniche, strumenti e prodotti naturali.
  • Non sono pratiche terapeutiche, estetiche, sportive o di fitness.

L’operatore

  • Rispetta gli ambiti e i confini delle norme di legge

L’attività nell’ambito della Biodinamica Craniosacrale, come per tutte le DBN, è libera e tutelata dalla Costituzione e dalla Legge n. 4, del 14 Gennaio 2013, relativa alle disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi:

I professionisti ai sensi della Legge 4/2013:

  1. Devono contraddistinguere la propria professione come attività disciplinata ai sensi della Legge n.4, del 14 gennaio 2013(in ogni documento o rapporto scritto con il cliente).
  2. È fatto divieto di adottare o utilizzare denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o collegi.
  3. È fatto divieto di esercitare attività professionali riservate a specifiche categorie.

L’operatore non manipola, non cura, non si occupa di sintomi e patologie specifiche, non aggiusta, non offre consigli, non fa prescrizioni di nessun tipo perché sono tutti aspetti che non competono alla Biodinamica Craniosacrale.

Attenendosi a questo comportamento dà valore alle proprie competenze, alla pratica della Biodinamica Craniosacrale e non invade il campo delle professioni organizzate in ordini e collegi.

Rispettare gli ambiti e i confini della nostra pratica, facilita le relazioni tra colleghi e permette all’operatore coscienzioso e competente di collaborare efficacemente con professionisti che fanno parte di ordini e collegi, come ad esempio Medici, Fisioterapisti, Odontoiatri, Psicologi e Psicoterapeuti.

  • Crea un Campo di Relazione di qualità durante la sessione

La Biodinamica Craniosacrale pone molta enfasi nel campo di relazione che si crea nell’incontro tra operatore e ricevente.

La nostra intenzione, come operatori, è quella di creare e mantenere un campo di relazione sicuro e chiaro durante tutta la sessione. In questo spazio empatico di accoglienza si svolge il processo in cui emergono autonomamente gli schemi energetici, mentre il ricevente si sente sostenuto nella propria capacità di assestarsi.

Ogni operatore coscienzioso e competente in Biodinamica Craniosacrale sa bene che l’interazione con il ricevente coinvolge sia aspetti consci che aspetti inconsci. Per sviluppare le capacità di creare e mantenere un campo di relazione davvero “pulito e chiaro”, l’operatore lavora costantemente su sé stesso, con serietà e costanza, attraverso la meditazione o altre tecniche di presenza e/o l’aiuto di uno psicoterapeuta/supervisor per imparare a riconoscere e affrontare i problemi relativi al transfert e ai lati ombra.

Per diventare sempre più capace e abile nel proprio lavoro, l’operatore in Biodinamica Craniosacrale, oltre ad aver frequentato un training di formazione triennale che rispetti i parametri richiesti da A.CS.I., si impegna in una formazione continua attraverso seminari di approfondimento, supervisioni e intervisioni con i colleghi, stipula un’assicurazione Responsabilità Civile e Professionale. Inoltre riceve sessioni di Biodinamica Craniosacrale.

  • Si orienta all’interezza e alla vitalità.

L’operatore coscienzioso e competente in Biodinamica Craniosacrale si orienta alla persona nella sua globalità, attraverso un contatto leggero delle mani su alcune parti del corpo vestito.

Durante la sessione di Biodinamica Craniosacrale l’operatore si apre all’ascolto della totalità del campo del ricevente, si orienta alla saggezza del corpo, con l’intento di facilitare le migliori condizioni in cui la persona possa esprimere in maniera ottimale le sue personali ed uniche potenzialità.

Il sistema del ricevente viene sostenuto dal campo di quiete mentre esplora silenziosamente quello che è presente, trova il suo assestamento e la sua auto-regolazione. In questo processo il ricevente può riconoscere le proprie risorse, lasciar andare vecchi schemi e inerzie energetiche ancora presenti, facilitando l’emergere della propria vitalità.

  • Utilizza una corretta terminologia

Utilizzare la corretta terminologia è importante, perché attraverso di essa definiamo il nostro ambito. L’operatore coscienzioso e competente in Biodinamica Craniosacrale, per chiarezza verso gli utenti, non utilizza termini impropri, relativi ad ambiti di cui non fa parte, come ad esempio quello sanitario o quello psicologico (terapia, terapista, pediatrico, prevenzione, anamnesi, curare, ecc..). Il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico – ritiene che il perdurare dell’utilizzo di termini impropri vada considerato scorretto e fuorviante verso l’utenza e può costituire “pratica commerciale scorretta” e “pubblicità ingannevole” punibile dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, art. 27 del codice del consumo. Inoltre con la Riforma Lorenzin del 2018, l’articolo 348 del codice penale è stato completamente riscritto. Il reato di esercizio abusivo di una professione ha assunto nuovi connotati e prevede delle aggravanti speciali per i reati da chi esercita abusivamente professioni sanitarie.

Scarica qui il decalogo in formato pdf

 

 

In sintesi, cosa succede quando una persona conosce una Disciplina Bio Naturale, ad esempio la Biodinamica Craniosacrale e se ne appassiona?

Se vuole impararla, si iscrive ad un Ente di Formazione Non Formale, ne frequenta l’iter formativo e ne riceve un Attestato di frequenza e formazione. Se vuole praticarla professionalmente, può definirsi Operatore della Disciplina e lavorare nei termini previsti dalla Legge 4/2013. Se desidera essere rappresentato da un’associazione di categoria può iscrivervisi e ottenere, ove possibile, un’Attestazione di qualità e qualificazione professionale. Si assicura di seguire la propria formazione continua, o aggiornamento professionale, stipula un’assicurazione per responsabilità Civile e Professionale.

L’orientamento del direttivo A.CS.I. nel proporre un nuovo statuto è quello di cambiare diventare un’associazione di categoria e poter offrire ai soci la possibilità di ricevere l’Attestazione di qualità e qualificazione professionale e tutti quei supporti che rendono i propri iscritti riconoscibili come professionisti prepararti e aggiornati e quindi anche più competitivi sul mercato.

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