“l’Europa della Craniosacrale si ritrova e guarda al futuro”
Articolo di Luisa Brancolini

(In questa foto, da sinistra: Stephanie, Asa, Ellen, Karen, Sandra, Dagmar, Asier, Luisa e Cristina)
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Dal 15 al 17 maggio 2026, a Pfaffenhofen in Baviera, si è tenuto il Meeting Internazionale di ECSA, European Craniosacral Association, un appuntamento che ha riunito rappresentanti di diverse associazioni europee per condividere esperienze, rafforzare la collaborazione internazionale e sostenere lo sviluppo della Biodinamica Craniosacrale in Europa.
Nove delegati provenienti da sei associazioni europee, Spagna (AETBC), Germania (CSVD), Svezia (KSTF), Austria (ICSA), Repubblica Ceca (CKA) e Italia (A.CS.I.), si sono riuniti animati dall’intento comune di sostenere, custodire e diffondere la Craniosacrale in Europa, affinché questa rete continui a svilupparsi come una presenza viva, radicata e consapevole.
Questo è stato il decimo meeting internazionale in presenza dalla ripresa degli incontri europei nel 2015. Il senso di connessione è stato profondo. Ogni anno porta con sé qualcosa di unico: la gioia quieta di ritrovare volti familiari, la freschezza di nuove presenze e la consapevolezza sempre più chiara di appartenere a una comunità che cresce non solo attraverso progetti e strutture organizzative, ma soprattutto attraverso la qualità della presenza, dell’ascolto e della fiducia reciproca.

Un cammino iniziato molti anni fa
La storia di ECSA affonda le sue radici nel 1999, anno della fondazione dell’Associazione Europea di Craniosacrale. Dopo una prima fase di incontri annuali, interrotta nel 2001, il dialogo internazionale è ripreso nel 2015 a Olten, in Svizzera, con la partecipazione di nove Paesi europei e della BCTA degli Stati Uniti. Da allora il percorso è proseguito con continuità: nel 2016 a Linz (Austria), nel 2017 a Firenze, nel 2018 a San Pietroburgo (Russia), nel 2019 a Stoccolma (Svezia), nel 2020 e 2021 Online, nel 2022 a Barcellona (Spagna), nel 2023 a Vienna (Austria), nel 2024 a Patrasso (Grecia), nel 2025 a Praga (Repubblica Ceca), e quest’anno 2026 a Pfaffenhofen (Germania).
Proprio nell’ultimo anno è stata portata a termine e consegnata tutta la documentazione richiesta dalle autorità competenti, consentendo il pieno ripristino dell’associazione storica fondata proprio a Pfaffenhofen, nel 1999! Il completamento del processo di regolarizzazione amministrativa di ECSA è stato uno dei passaggi più significativi, un risultato importante che rafforza le basi per il futuro della collaborazione europea.

Condividere esperienze, costruire futuro
Come ogni anno, durante il meeting, ciascun delegato ha portato la voce della propria associazione, raccontando il cammino compiuto nell’ultimo anno: le sfide incontrate, i cambiamenti attraversati, i progetti in corso e le visioni per il futuro.
È emerso con chiarezza come le associazioni europee abbiano attraversato dinamiche simili. In particolare, si è registrata una diminuzione degli iscritti e una crescente difficoltà nel coinvolgere le persone negli eventi, nei seminari di aggiornamento e nelle attività associative. Una tendenza che sembra riflettere la complessità del momento storico che stiamo vivendo, caratterizzato da rapidi cambiamenti, diffuse incertezze e da un senso di instabilità che permea molti aspetti della vita individuale e collettiva.
Eppure, nel condividere queste esperienze, non è emerso scoraggiamento. Piuttosto, si è fatta strada una comprensione più profonda: quando il terreno sembra meno stabile, diventa ancora più importante coltivare ciò che ci unisce. Come un giardiniere che continua a prendersi cura della terra anche nelle stagioni più difficili, le associazioni presenti hanno espresso il desiderio di continuare a nutrire relazioni autentiche, spazi di apprendimento e occasioni di incontro, confidando che ogni gesto di cura contribuisca a preparare nuovi germogli per il futuro.
In questi momenti emerge con chiarezza come il lavoro che portiamo avanti non riguardi soltanto una disciplina professionale, ma una visione più ampia dell’essere umano e delle relazioni: un modo di abitare il mondo fondato su integrità, sensibilità, responsabilità e cura.

Gratitudine e nuovi orizzonti
Torno da questo incontro con profonda gratitudine.
Ringrazio tutti i delegati che hanno partecipato e contribuito a creare un fine settimana così ricco sul piano umano e professionale; coloro che negli anni sono diventati per me una vera famiglia europea e le nuove presenze che si sono naturalmente intrecciate al cerchio, portando nuovi sguardi e nuove energie.
Un ringraziamento speciale va a Karen, che ci ha accolti con grande generosità nel suo splendido studio, e all’associazione tedesca per l’eccellente organizzazione e la calorosa ospitalità.
Con grande gioia posso annunciare che il prossimo Meeting Internazionale ECSA, nel 2027, farà tappa in Italia. Dieci anni dopo l’esperienza di Firenze nel 2017, A.CS.I. avrà l’onore di accogliere la comunità europea, un ritorno che celebra il percorso compiuto insieme e apre le porte a nuove opportunità di incontro, scambio e ispirazione
Credo che il dono più prezioso di questi incontri sia scoprire che, al di là delle distanze geografiche, delle lingue e delle differenze culturali, continuiamo a camminare insieme verso una presenza più viva, una maggiore consapevolezza e una cultura della cura sempre più condivisa. Passo dopo passo. Respiro dopo respiro.
Desidero concludere ringraziando tutti i soci A.CS.I. che, con la loro presenza, il loro impegno e la loro partecipazione, contribuiscono a diffondere la Biodinamica Craniosacrale e a sostenerne la crescita nel mondo. Ogni incontro, ogni gesto di condivisione e ogni passo compiuto insieme alimentano una rete viva di consapevolezza, ascolto e cura.
La ricchezza del cammino condiviso nasce dall’impegno di ciascuno e dalla capacità di intrecciare relazioni significative attraverso l’esperienza vissuta insieme. Con la consapevolezza che nessuno cresce o si trasforma da solo, riconosciamo il valore del sostegno reciproco, la gioia del camminare fianco a fianco e il senso di appartenenza a una comunità che condivide valori, esperienze e aspirazioni. È proprio in questo intreccio di presenze che prende forma la forza viva della nostra pratica.
Luisa Brancolini
