la storia di Rosa

Il trauma: le vostre esperienze

la storia di RosaLa storia di Rosa M.

L’ansia è una brutta bestia. Può farti vedere il mondo con gli occhi della paura. Chiuderti alle relazioni sociali.
Diventare una vera e propria condizione che ti rende difficile vivere.

L’ansia è la protagonista della vita di Rosa M., quando mi contatta per un ciclo di sessioni di Biodinamica Craniosacrale, su consiglio di un’amica.
Le ho provate tutte mi dice, vorrei provare anche questo.

Rosa è una ragazza vitale, sveglia. I frequenti attacchi d’ansia degli ultimi due anni, però, le stanno rovinando la vita.
Non capisco, mi dice, in teoria per me questo è un periodo sereno, queste manifestazioni d’ansia improvvise
non hanno senso.

Iniziamo la nostra sessione con una chiacchierata sulle sue esperienze di vita: dal racconto della parte
perinatale, emergono due traumi che hanno segnato la storia di Rosa.
Mentre me li racconta, è Rosa stessa, stupita, ad accorgersi dell’arrivo, nel corpo, di sensazioni di estrema tensione. Le spiego che tali tensioni potrebbero essere il risultato degli effetti traumatici non integrati, ancora presenti nel suo sistema fisiologico.

Iniziamo proprio da qui la sessione, dall’esplorazione delle sensazioni del corpo, e la guido ad un ascolto più
specifico delle tensioni nella parte alta del corpo, concentrate tra zona del cuore e collo-spalle.
Su mio invito, Rosa inizia poi a concentrarsi su una risorsa nella sua vita, qualcosa che la fa stare bene, e
insieme di nuovo osserviamo come la zona del cuore diviene più soffice, il respiro più ampio. Le sensazioni
corporee cambiano, evolvono. Bene.

Rosa si trasferisce sul lettino e iniziamo la seconda parte della sessione, concordando la posizione di
contatto che la fa sentire più a suo agio, il contatto alle spalle. Mi fa sentire sostenuta, sorretta, mi dice.
Durante la sessione il suo corpo scarica tantissime tensioni con piccoli movimenti delle gambe e delle
braccia, per poi entrare in uno stato di calma e di Quiete.
Scendono alcune lacrime e verifico con Rosa come sta andando.
Bene mi dice, è come una liberazione.

La sessione prosegue nella Quiete, con il corpo di Rosa che diventa sempre più armonico e coerente.
Alla fine, Rosa si siede sul lettino e mi guarda, stupita. Ho sentito che stavo lasciando andare qualcosa, in
modo molto dolce, molto calmo. Ho sentito il corpo cambiare e divenire più quieto, poi anch’io sono
cambiata, mi sono come sciolta dentro di me, sono tornata a Me.

Il lavoro con Rosa è si è sviluppato e approfondito durante le successive 5 sessioni, tutte sessioni molto lievi
e dolci. Alla fine lei era incredula, e anche un po’ io, quando vengo messa davanti agli effetti potenti di
questo meraviglioso lavoro.
La sua ansia è diminuita considerevolmente, e anche il suo rapporto con il suo ambiente relazionale e
lavorativo è cambiato. Ora quando l’ansia arriva, sempre più raramente, con l’esercizio della risorsa riesce a
gestirla e a circoscriverla.
Rosa sta continuando con sessioni saltuarie di mantenimento, e fa bene al cuore vederla rinata.

“Il Respiro della Vita emerge dalla Quiete Dinamica. La Quiete è
una chiara esperienza percettiva che troviamo al centro dei
processi clinici. La percezione diretta della Quiete è il segnale di un
cambiamento nel Sistema Respiratorio Primario SRP, e spesso
rappresenta un portale attraverso il quale si accede a stati di
coscienza incarnata più profondi”.
da Craniosacrale.it

Maria Cristina Leboffe© 2016
Ogni riproduzione citando la fonte
Blog: www.biodinamicacraniosacrale.jimdo.com

Conferenza A.CS.I. 2017, Roma.

 

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“Biodinamica Craniosacrale e la risoluzione del trauma”

Contributo di Lucia Zanarella.

Vorrei portare una mia testimonianza all’Assemblea ACSI 2017 poiché non potrò partecipare ed ascoltare gli esperti invitati su un tema così interessante: “Biodinamica Craniosacrale e la risoluzione del trauma”.

Ho avuto il privilegio di seguire sia il seminario di Jim Feil a Montespertoli, nel 2006, sia i tre moduli del Master sul Trauma a Calcara di Bologna, concluso nel 2008, organizzati da ITCS e ISI. I titoli dei diversi seminari, (“Dialogo con il trauma”, “Il trauma trattenuto nel corpo”, “Come ascoltare e partecipare alla storia del trauma”, “Protocolli e procedure per la risoluzione del trauma”) non dicono quanto sia stata utile e preziosa per me quella formazione.

E’ stata una formazione preziosa nell’aiutarmi a migliorare la qualità delle mie sedute. Mi risulta ora più naturale e facile aiutare i pazienti a restare nella meraviglia del proprio respiro, a fidarsi nell’esplorare il proprio corpo, a sentire la quiete, a stare nella quiete, a individuare sempre una RISORSA, anche piccola da spendere per dissolvere un disagio o un dolore particolare, di cui la persona soffre o che richiama alla sua memoria.
Ogni seduta è un mistero, è un’esperienza sempre diversa ma che, pressoché sempre, diventa un fattore di nuova consapevolezza e spesso di incredibile guarigione o di avvio di un processo di positivo cambiamento nella qualità della vita di quella persona.

E’ stata, quella formazione, una esperienza utile e fattore di incredibile guarigione, per me stessa. Da anni si era formata una brutta vena varicosa sulla mia gamba sinistra che nonostante le mie tante sedute di Craniosacrale ricevute non dava segni di miglioramento. Solo grazie ad un esercizio proposto da Feil quella vena varicosa, enorme, scura, fastidiosa, è sparita nel giro di una notte.

Eravamo a Calcara di Bologna. Jim Feil ci insegnava come trovare la “risorsa” nel proprio corpo. Ha diviso i partecipanti in gruppi di tre e, a turno, ci scambiavamo i ruoli: l’operatore, il paziente e l’osservatore. Come paziente dovevi prima raccontare un episodio piacevole della tua vita, anche di poco conto.
L’operatore poi ti diceva: ascolta il tuo corpo, dove, come e cosa senti? Poi dovevi raccontare in dettaglio, un episodio triste o doloroso che ricordavi di aver vissuto, anche non troppo importante e, finito il racconto, ascoltare, su indicazione dell’operatore, cosa sentivi nel corpo, dove e come sentivi.

Ricordo che raccontai uno spiacevole diverbio con un mio fratello, accaduto pochi giorni prima. Finito di raccontare, alla domanda dell’operatore, un collega di La Spezia, ascoltai il mio corpo e, per qualche secondo, avvertii come se tutta la mia pelle fosse di cristalli di ghiaccio. Ricordo che dissi: “Questa storia mi ha fatto più male di quanto pensassi”.

La notte non chiusi occhio. Un prurito insopportabile su quella vena varicosa mi costringeva a stare sempre su quel fastidio con un dito premuto. Pensai che il mio corpo e le mie vene non sopportavano più quelle dannose sigarette che da più di trent’anni fumavo e che era tempo di smettere. La mattina mi alzo, prurito sparito e quella enorme vena varicosa non c’era più! Non potevo credere ai miei occhi! Purtroppo continuo ancora a fumare e penso che dovrò continuare e cercare di capire quale ferita profonda nasconda la mia anima di “donna di pena” per abbandonare per sempre la dipendenza dalla sigaretta, che è “la mia dose di anestesia a portata di mano”.

Come operatrice, che ha al suo attivo quasi tremila sedute, dopo quella formazione tosco emiliana pratico gli insegnamenti di Jim Feil e ora, finita la seduta, mi piace invitare la persona sia a stare sulla seduta e raccontarmi cosa è successo e, se c’è tempo, anche a scrivere ciò che ha vissuto e sentito, oppure a darmi con tre aggettivi, le sensazioni che sente, come sente il suo corpo, rispettando ciò che c’è!

Potrei scrivere un libro sulla mia esperienza e raccontare di un’asma cronica dissolta, o di una lombo sciatalgia invalidante risolta con due sedute, o di un’emicrania resistente ad ogni terapia che sparisce con una seduta, ma soprattutto, con le testimonianze scritte dai miei pazienti. Magari un giorno lo farò, ma ora mi limito a parlarvi solo di tre casi.

La mia “figlia adottiva” Stefania

Il primo, riguarda la mia “figlia adottiva” Stefania. Di lei parlo nella mia tesina di Craniosacrale che è un capitolo del libro “Brigantessa della Brenta” che qualcuno di voi ha letto.  Allora non scrissi che in quell’unica seduta che ha ricevuto da me, al mio invito a sentire “la sensazione sentita” e a dirmi cosa succedeva, Stefania si è messa a sedere per mostrarmi che aveva un fastidioso prurito al dito mignolo. Io presuntuosa pensai: “questa seduta è proprio inutile”. Ma così non è stato.

Di lei nel mio libro trovate anche scritto: “Il nostro primo incontro è stato speso solo nell’ascolto della sua sofferenza umana. Per parlare di Bosnia, (come era in programma in quel primo incontro), sono dovuti passare mesi. Più efficace del mio affetto e della mia vicinanza per lei è stata una sola seduta di Craniosacrale.

Questa ha fatto uscire dal suo corpo, per lunghissime tre settimane, dolori fisici che, a dire il vero, mi hanno anche preoccupato, pur sapendo che potevano essere una crisi di guarigione, come poi si è confermato. La disperazione in cui viveva e di cui mi scriveva nelle sue lettere non mi permettevano razionalmente di capire come aiutarla…”

Voglio dire “che una sola seduta di Craniosacrale ha fatto più bene a lei di tutte le mie più buone intenzioni, i miei consigli o rimproveri, le mie coccole o piatti rotti per urlare contro il suo autolesionismo, o tutto il mio buon cuore per lei. Stefania non ha più voluto “rischiare” una seconda seduta, chiamandomi “strega” per il dolore fisico patito, ma tanto, in ogni caso, era successo di buono!”

 

La mia amica, spagnola di origine

Il secondo caso, di cui voglio parlare riguarda una mia amica, spagnola di origine.
Lei, in cura chemioterapica dopo un intervento al seno, non voleva nemmeno provare una seduta. Finite le cure doveva affrontare un nuovo intervento chirurgico al Tunnel Carpale perché, per i dolori, non poteva più usare le mani. Ho fatto una cosa con lei di cui non vado orgogliosa.

In qualche modo l’ho sfidata o costretta a fare delle sedute dicendole: “Tu fai sette sedute di Craniosacrale e, se il problema non si risolve, tu vai a operarti, ma io smetto di fare le sedute”.
Grazie al cielo, già dopo la prima seduta il dolore è diminuito e poi la mano è del tutto guarita.

Passa il tempo e una nuova dura diagnosi arriva per lei: tumore alle ossa e ai polmoni.
Sono passati quasi due anni da quella brutta diagnosi. Ora, di norma, facciamo una seduta ogni settimana.
Lei è molto cambiata, è più forte, più determinata, più consapevole e combatte a testa alta questa difficile battaglia. Segue le cure mediche e la terapia oncologica ma i medici oggi possono scrivere che il tumore si è fermato, anzi è regredito del 30-35% e che la paziente è “asintomatica”.

Ho fiducia che le sedute le siano, almeno per questo, di grande giovamento. Lei, dopo ogni seduta si prende il tempo e ne scrive.
Ha imparato a stare sulla “sensazione sentita” e mette in pratica gli insegnamenti di Feil.

Rosemary

Il terzo caso riguarda la seduta a Rosemary, la mia amica australiana, proprio di questa mattina,19 aprile 2017. Le ho regalato questa seduta come scambio per il suo buon pranzo di Pasqua, dopo che ho visto le sue mani doloranti che tratta con il cortisone.

E’ venuta e l’ho invitata ad ascoltare il suo corpo, a sentire e individuare una Risorsa e poi a visualizzare il suo dolore alle mani. Quello che è successo durante la seduta lo descrive lei stessa. Io posso dirvi che alla fine della seduta il dolore alle mani era pressoché sparito. Solo un punto all’indice destro persisteva, ma molto attenuato. Il dolore però si era diffuso alle braccia ed era forte. Tornata a casa, dopo un paio d’ore, mi ha telefonato che stava meglio e che anche il dolore alle braccia era sparito.

Questa è la sua testimonianza.

Ciao Lucia. Visto che tu mi fai sempre questi bei regali, per la prima volta scrivo in Italiano e subito, la mia esperienza di stamattina. All’inizio della seduta mi sembrava di essere un palloncino blu scuro, con intorno ombre scure; ero così leggera e volavo, volavo, in alto, era bellissimo.

Che sensazione leggera e in alto, tranquilla, bella e serena ho avuto! Poi sensazioni bellissime e tante lacrime, di liberazione, non un peso ma proprio un grande sollievo e tranquillità. Dopo ho cominciato a vedere le forme, tutte strane, diverse, grandi e piccole, più piccole nelle grandi che si avvicinavano e si allontanavano sempre di più.

Volevo prenderle! Piano piano ho cominciato a vedere il colore giallo, opaco, non luminoso, ma un bello giallo con delle ombre scure, poi è cominciato ad apparire un quadrato piccolo, colore ghiaccio, non bianco, però questo quadrato mi ha dato una nuova sensazione, come un segnale che avevo raggiunto qualcosa, una serenità e una gioia bellissime.
Volevo toccarlo. Andava via e ritornava, sempre più bello e alla fine brillava, sempre più vicino, ma sempre piccolo.

Ho anche visto delle cascate, ma non erano di acqua, erano come nuvole color bianco sporco, non limpide ma molto belle. Mentre avevo tutte queste forme strane che giravano intorno a me, avevo sempre questa sensazione di leggerezza ed ero come lontana da me stessa. Alla fino ho anche visto un colore rosa, viola chiaro, con le forme che sempre giravano, giravano lontane e vicine, ma non tanto vicine a me.

Ora ho solo una sensazione di benessere. Lucia io spero che tu abbia capito quello che ho scritto. Grazie dal profondo del mio cuore, la seduta mi ha fatto solo che bene”.

E questa sera, dopo sette ore dalla seduta, mi scrive ancora per dirmi:

“Volevo aggiungere che con il passare del tempo il dolore è sparito!  Ho una grande sensazione di benessere, proprio una grande gioia e niente dolore.
E’ proprio bello! Sento una strana sensazione sulla pancia che è difficile da spiegare. So solo che oggi è il primo giorno, dopo 5 mesi, che sto bene.  Non ho questa ansia e male dentro e fuori, fisico e mentale. Sto memorizzando e focalizzando questi colori e forme che mi hanno aiutato a stare bene e mi hanno dato tanto beneficio e serenità!”.

 

Mi sono proposta di portare un breve contributo ma, se può essere utile, posso inviare ai colleghi altre testimonianze sulla risoluzione del trauma, da me raccolte in questa nostra “misteriosa” pratica Craniosacrale.

Mi sento privilegiata ad aver avuto anche Jim Feil come maestro. Vi auguro di incontrarlo!

A voi tutti e ai relatori invitati auguro buon lavoro!

Lucia Zanarella, dalla terra della Brenta
Campo San Martino, 19 aprile 2017
Via S. Lorenzo 16, 35010 Campo San Martino, Padova

E mail: bosnia@libero.it    –   Cell. 333 6066 860

 

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Integrazione tra le cure Convenzionali e la Biodinamica Craniosacrale

B.C.S. – Scuola di Formazione CranioSacrale Biodinamico

Piazza Benco, 4 – 34122-Trieste – www.bcstrieste.it

info@bcstrieste.it ♦ Tel. 345 9224454 / 347 6910549 

Con la convenzione tra la B.C.S. Scuola di formazione Biodinamica Craniosacrale Trieste e l’ Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 “Triestina” ora ASUITs  in base alla Legge n.196/1997 Art. 18 (Tirocini formativi e di orientamento) gli allievi della scuola hanno potuto fare esperienze molto significative con persone, selezionate dagli operatori del Servizio Sanitario, le cui problematiche vanno da disturbi di salute mentale al sovraffaticamento di genitori nella gestione di figli con gravi problemi di salute. Il racconto che riportiamo di seguito è una storia tra le più significative.

Altre informazioni e recapiti sul Tirocinio si trovano sul Poster esposto al Convegno.

Storia di “Max”

presso il Centro di Salute Mentale “Maddalena” di Trieste   –  a cura di Paola B.

Tirocinio svolto dal 9 febbraio al 2 marzo 2017

foto ritagValutazione iniziale: Max aveva già ricevuto craniosacrale metodo Upledger dalla sua fisioterapista, ne conservava un buon ricordo pertanto ha subito accettato l’opportunità di ricevere un ciclo di trattamenti offertogli dallo psicologo e psicoterapeuta del Centro di Salute Mentale.

Al primo incontro ha raccontato di avere avuto problemi alla nascita, è nato con la ventosa che gli aveva procurato un ematoma craniale poi fortunatamente riassorbito.

E’ una persona molto introversa, con problemi a socializzare, ha subìto varie violenze a partire dalla fanciullezza con successivi tentativi di suicidio.

Da parecchi anni soffre di dolori alla schiena ed è costretto a prendere antidepressivi per contrastare crisi invalidanti di angoscia.

Ha ancora difficoltà a lasciar andare il suo aspetto cognitivo, anche dopo il lungo periodo di psicoterapia.

Quando gli ho chiesto cosa desiderasse migliorare di sé ha lasciato uscire una risata dicendo: volermi più bene, riuscire a lasciarmi andare in terapia, lasciar “perdere” il passato…”

E quando gli ho domandato quale fosse una sua “risorsa” ha detto:”…il tramonto giallo in Irlanda, ero stupefatto dalla natura…”

Ed è stato proprio in questa occasione che è emersa anche una sensazione di abbandono da parte della madre di cui ne sta ancora portando la sofferenza.

Durante le sessioni: presentava spasmi violenti che aumentavano man mano che veniva contattato il sistema connettivo, sembrava realmente potesse cadere dal lettino, mentre il torace si inarcava visibilmente lamentando forti dolori al bacino.

Frasi di Max durante le sessioni: “…vengo da un periodo pesante, è la prima volta che sento scaricare cosi il corpo, come oggi non mi era mai successo. Mi sono sentito coccolato e preso in considerazione, ti sentivo sorridere. Grazie”.

*“Ho percepito uno spiraglio nel petto, un po’ doloroso ma era qualcosa che si apriva, 50% doloroso 50% benestare.”

Alla terza sessione gli spasmi erano diminuiti ed iniziava a darsi il permesso di “lasciarsi andare”…  

Alla posizione della Volta di Sutherland, mentre percepivo la falce “in tensione tra occhi e nuca”, Max ha riferito di sentire una pressione nell’arcata sopracigliare… e a fine sessione ha riportato così: “Quando mi tenevi la testa ho visto le tue mani come un contenitore materno, come fosse l’utero e la mia testa ero tutto io, feto dentro. Bella sensazione un gran senso di protezione… Ora mi sento più stabile e più centrato nel bacino e sui piedi.”

E’ stato emozionante quando all’ultima sessione ha percepito di “essere nato!” non si sentiva più incastrato. Disse proprio: ”sono nato…” 

Mie considerazioni: questo percorso è stato una grande esperienza di negoziazione dello spazio, ho dovuto mantenere il campo molto radicato, sono entrata nella mia “risorsa” in modo da fargli sentire…offrire… spazio e accoglienza, senza giudizi.

Durante la sessione in cui Max aveva percepito… *“uno spiraglio nel petto, un po’ doloroso ma era qualcosa che si apriva, 50% doloroso 50% benestare.” io avevo colto un senso di vuoto in mezzo al petto che avevo percepito come uno spiraglio di apertura.

Nello svolgimento delle sessioni ho percepito in Max una Marea Fluida densa e frammentata, le Membrane che erano tese a livello della falce, mi hanno portata ad offrire spazio alla settima Cervicale che liberando tanto calore ha portato in diminuzione gli spasmi della zona diaframmatica.

La relazione con Max mi ha fatto crescere molto perché ho potuto sperimentare sul campo le qualità di cui nella formazione tanto si parla e ci si allena, quali, empatia, campo di percezione vasto, cogliere quei sottili segnali che emergono quando sei sintonizzato alla marea fluida, ascoltare in assenza di giudizio e in piena accoglienza. Quelli che erano per me ancora poco più che concetti sono diventati qualità incarnate.

Tutto questo praticato in un setting di sofferenza reale, con una persona che ne aveva veramente necessità; percepire la sua gratitudine ma soprattutto le parole di consapevolezza con cui ha espresso le sue sensazioni nel feedback finale con i referenti della struttura, mi ha davvero emozionata ed ha avvalorato la grandezza delle potenzialità della Biodinamica Craniosacrale.

Sento pertanto la necessità di ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno permesso di partecipare a questa esperienza, dalla Scuola di formazione B.C.S. ai Referenti della Struttura ospitante, a tutti i Responsabili e alle persone che hanno accettato di ricevere le sessioni.

Paola B.

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Consapevoli dell’importanza delle Vostre testimonianze chiediamo il Vostro supporto nell’invio di materiale, documentazione, racconti etc. relativo alle esperienze che avete avuto in questo campo.

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