Il-cuore1

Il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) sottodiaframmatico di Michael J. Shea

Michael J. Shea, Ph.D.  – 2017

Introduzione al Sistema Nervoso Autonomo

I risultati di ricerche scientifiche recenti sull’uscita sacrale del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) che sarebbe simpatica (SNS) invece che parasimpatica (SNP) come ritenuto in precedenza, hanno stimolato la mia curiosità. In questo articolo vorrei discutere tali ricerche.

Il SNA è tradizionalmente noto per essere diviso in due parti.

La prima è il sistema nervoso simpatico (SNS). E’ chiamato anche il sistema toracolombare perché i nervi che ne fanno parte escono dal midollo spinale, dagli spazi intervertebrali compresi tra la prima vertebra toracica e la quinta lombare. Il ganglio impar, di cui si si parla più avanti è la continuazione dei rami bilaterali del SNS che arrivano a ricongiungersi insieme anteriormente al coccige.
Quando i nervi simpatici escono dal midollo spinale attraverso i rispettivi segmenti vertebrali, si proiettano in avanti a formare gangli lungo la superficie anteriore delle costole. Poi si proiettano ancora più avanti ad innervare i visceri, formando tre importanti plessi: il plesso celiaco,il plesso mesentericosuperiore e il plesso mesenterico inferiore. Questi tre plessi sono connessi con le rispettive arterie che portano lo stesso nome. Il plesso celiaco è in relazione con l’apporto di sangue del tronco celiaco, che è un’arteria che rifornisce lo stomaco, il fegato, il duodeno, la vescicola biliare, la milza e l’intestino tenue. Le arterie mesenteriche, inferiore e superiore, portano sangue all’intestino tenue e al crasso. Così si genera un network organizzato per lo scambio di informazioni tra il midollo spinale e il sistema cardiovascolare.

Le risposte di lotta-o-fuggi e la termoregolazione nella relazione tra il centro e le estremità sono due funzioni vitali assolte dai plessi del SNS che si trovano nel tubo digerente.

Queste vie nervose simpatiche nei visceri profondi del corpo formano una connessione stretta con il sistema cardiovascolare, fino al livello dei capillari sanguigni. Ogni singolo capillare ha due nervi simpatici che lo innervano: uno che vasodilata e uno che vasocostringe. Le richieste metaboliche del corpo sono regolate dal SNA attraverso entrambe le componenti, il SNP e il SNS. Non solo la termoregolazione funziona fino al livello dei capillari, ma anche la distribuzione di ossigeno, dei nutrienti, delle molecole endocrine e immunitarie.

La seconda divisione del SNA si chiama sistema nervoso parasimpatico (SNP). E’ conosciuto anche come sistema craniosacrale perché i suoi nervi fuoriescono dal cranio a livello del tronco encefalico e si inoltrano nei visceri profondi del corpo. All’estremità sacrale il SNP risale a innervare gli organi sessuali del pavimento pelvico e il colon discendente.
Più avanti discuterò le nuove ricerche che hanno scoperto che l’uscita sacrale è di natura simpatica, ma questo accade nei topi. Per il momento continuerò con la supposizione che negli umani sia parasimpatica, e poi formulerò una mia propria teoria.

Sistema Polivagale 

Il settantacinque per cento del SNP è costituito dal nervo vago. Il nervo vago è il X nervo cranico ed ha due divisioni, che emergono da due diversi nuclei nel tronco encefalico. Il primo è il nucleo motore dorsale (DMN) e il secondo è il nucleo ambiguo (NA).
Il professor Porges (2001, 2007, 2009, 2011) ha dimostrato che la porzione NA del nervo vago è il vago mielinato, evolutivamente più recente. Porges dice che questa nuova nuova versione del nervo vago opera al disopra del diaframma, tra la faccia e il cuore. Fa parte di quello che lui chiama il sistema nervoso sociale, basandosi sulla sua teoria  del sistema polivagale. Sostiene che i sottosistemi autonomi sono tre e che sono in ordine evolutivo, oltre ad essere connessi a tre tipologie di comportamento adattivo. Queste sono: la comunicazione sociale, la strategia difensiva lotta-o-fuggi e quella dell’immobilizzazione, congelamento e dissociazione.

Quindi la faccia è un organo prevalentemente parasimpatico, in cui non agisce soltanto il vago nuovo, ma anche altri nervi cranici parasimpatici. Ci sono tuttavia anche nervi simpatici. E’ probabile che questo spieghi il motivo per cui molte persone vanno in rilassamento profondo quando ricevono trattamenti facciali negli istituti di estetica. Inoltre, ad un livello più profondo, l’innervazione vagale della faccia permette agli esseri umani di decodificare il livello di sicurezza della situazione in cui si trovano. Porges chiama neurocezione (2004) quello che accade quando si è in contatto visivo con gli altri. L’innervazione vagale della faccia è capace anche di discernere l’empatia e l’amore (1998).
Gli altri nervi cranici parasimpatici sono l’oculomotore, il facciale, e il glossofarigeo.

Il vago nuovo interviene anche nel controllo del battito cardiaco, rallentando il cuore dopo che un’attivazione simpatica lo ha accelerato (l’attivazione del simpatico copre uno spettro che va dall’innamoramento allo stress). La vera e propria forza della risposta vagale è chiamata tono vagale e in genere viene misurata dalla variabilità del ritmo cardiaco, in inglese heart rate variability da cui l’acronimo HRV. 

HRV è una misura della flessibilità dell’intera innervazione autonoma del cuore, quando SNS e SNP si incontrano al nodo senoatriale (SA) nell’atrio destro del cuore, vicino a dove sono collocate le aperture per le vene cave, inferiore e superiore. Al tempo stesso il vago antico MDN scende giù per l’esofago, raggiunge il cuore e prosegue sotto il diaframma. Le relazioni tra il vago cosiddetto nuovo e quello cosiddetto antico quando si incontrano al cuore non sono state descritte dalla letteratura scientifica.
Personalmente ritengo che probabilmente il vago antico possa causare un drastico rallentamento del battito cardiaco, provocando svenimento e perdita di conoscenza in caso di stress molto intenso. Il vago nuovo induce sensazioni di sicurezza, sentimenti positivi verso gli altri (Stellar et al., 2015), sensazione di connessione e la possibilità di rispettare sia la sofferenza che la gioia degli altri.
E’ veramente un nervo centrato nel cuore.

Il vago sottodiaframmatico 

Credo sia importante dare uno sguardo al vago sottodiaframmatico utilizzando una nuova metafora. Mi piace pensarlo come un maestro giardiniere e come un amante, come il lettore vedrà. Al disopra del diaframma il vago è un animale sociale, sotto il diaframma il vago coltiva un giardino e, ancora più in basso, nel bacino, diventa un amante che invia al cervello i segnali dell’orgasmo sessuale (Whipple, Gerdes & Komisaruk, 1996, Whipple & Komisaruk, 2002). Il vago sottodiaframmatico ha numerose e importanti funzioni metaboliche, come quelle di un giardiniere:

1. Il vago modula l’infiammazione cronica e contribuisce alla regolazione del sistema immunitario e alla comunicazione tra il microbioma e il cervello. (Pavlov & Tracey, 2012; Forsythe, Binbienenstock & Kunze, 2014; Carabotti, Scirocco, Masselli & Severi, 2015; Gordan, Gwathmey & Xie, 2015). Resetta il sistema immunitario e disattiva la produzione di proteine infiammatorie. Un tono vagale basso (la difficoltà ad abbassare la frequenza cardiaca), connesso a problemi cardiaci, indebolisce questa funzione.

Il vago sottodiaframmatico crea un network tra il cervello e il tubo digerente per differenziare tra i batteri quelli dannosi, che giocano un ruolo nell’infiammazione. Specifici segnali dal vago sottodiaframmatico danno inizio ad un riflesso antiinfiammatorio.

2. Ci sono prove che indicano che il microbiota del tubo digerente può attivare il vago sottodiaframmatico e giocare un ruolo critico nel mediare gli effetti sul cervello e sul comportamento, inclusi emozioni e stati d’animo (Collins, Kassam & Bercik, 2013).

3. Il vago influisce sulla regolazione del metabolismo glucidico, tramite le sue connessioni con il fegato e la vena porta (Ribeiro, Ferreira-Neto & Antunes, 2015).

4. Il vago sottodiaframmatico ha una componente motoria coinvolta nella peristalsi dell’intestino tenue e del crasso. Fa parte delle sue connessioni con il sistema nervoso enterico. Per poter svuotare regolarmente gli intestini, di solito una persona ha bisogno di sentirsi al sicuro e di avere la sua privacy affinché lo sfintere anale si rilassi, e con esso il sigma e il colon discendente. In questo senso, il sistema nervoso sociale, con la sua ricognizione riguardo alla sicurezza che si svolge al disopra del diaframma, è collegato al compito del vago sottodiaframmatico nell’indurre la peristalsi.
E’ altresì vero che la paura può causare l’evacuazione in alcune persone, come meccanismo di sopravvivenza, o al contrario la stitichezza in quanto gli intestini si paralizzano e smettono di funzionare.
Come accade questo? Si tratta probabilmente o di una vasodilatazione del SNS nella parte inferiore del colon, oppure di una sostanziale diminuzione dell’attività del SNP in stati di stress e trauma. L’orientamento preferenziale verso il trattenere o il rilasciare è determinato dall’epigenetica e dalle influenze preverbali, come ad esempio l’educazione al vasino da bambini, o abusi fisici o sessuali subiti nell’infanzia.

Il Punto di Cannon

L’uscita sacrale del SNP si sovrappone al parasimpatico craniale al Punto di Cannon, che si trova all’estremità distale del colon trasverso, vicino alla flessura splenica. Non solo le due componenti parasimpatiche si sovrappongono in questo punto, ma anche due dei tre plessi viscerali del simpatico si sovrappongono al Punto di Cannon, cioè il plesso mesenterico superiore e il plesso mesenterico inferiore.
In quanto plessi SNS, questi ultimi due sono intimamente connessi rispettivamente con l’arteria mesenterica superiore e con la mesenterica inferiore, sicché anche questi due sistemi arteriosi si sovrappongono al punto di Cannon.
E’ un’osservazione importante che due plessi simpatici si sovrappongano qui alla terza componente del SNA, ossia l’uscita sacrale del parasimpatico inferiore. Non avrebbe senso in termini funzionali che una terza componente simpatica si aggiungesse qui, provenendo dal sacro, senza un contributo del parasimpatico.

Il Punto di Cannon è chiamato anche Anello di Cannon, perché è un’area dove può accadere un’ostruzione intestinale, dovuta ad una restrizione circolare, come un anello, che restringe tutto intorno quella parte dell’intestino.

Scarica qui l’articolo in formato pdf