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La profondità dell’Essere

Tratto dal webinar di Franklyn Sills del 29 Ottobre 2015 – organizzato da www.craniosacrale.it 

Il processo più importante per noi come operatori è entrare in uno stato di PRESENZA.

Essere profondamente presenti per noi stessi e per l’altro e generare in questo modo un campo di sicurezza dove il cliente è tenuto in sicurezza e può sentirsi VISTO, SENTITO, ASCOLTATO.

La Presenza ci permette di contattare e di orientarci alle forze della vita.  Vorrei davvero iniziare con il mistero della Vita e poi Parlare della natura dell’Essere

LA PROFONDITA’ DEL NOSTRO ESSERE che manifesta uno stato naturale di presenza e di sapere. Dal momento del concepimento alla morte questo stato di presenza è sempre disponibile. Nel buddismo Zen è chiamato la Mente Vera , il cuore della mente.

Come operatori, la bellezza del nostro lavoro è che noi impariamo a rilassarci in questa presenza sempre di più.

Impariamo anche che la sua natura è relazionale.

Ecco cosa alcuni filosofi dicono sulla Natura dell’Essere

HusserlEdmund Husserl, (Prostêjov 8 aprile 1859-Friburgo in Brisgovia 26 aprile 1938, psicologia cognitiva) è un filosofo austriaco/tedesco che ha esplorato la natura dell’Essere passando molto tempo ad entrare in uno stato di Presenza con le altre persone ma anche con la natura, con gli alberi, i fiori. È bello perché Husserl non era un intellettuale, lui ha dedicato molto tempo a connettersi con la natura intrinseca delle altre persone e delle altre forme di esseri viventi  perché questo è veramente il cuore di ogni forma terapeutica. Lui così scoprì e si convinse che tutte le cose si manifestano da sé, quello che voleva dire con questo è che se tu tieni un altro essere, una persona ma anche un fiore o un cane in uno stato di Presenza, loro finiranno per manifestare la loro natura essenziale a te…loro manifesteranno il loro Essere. Questo è il cuore di ogni forma terapeutica, creare un contesto di sicurezza dove l’altro può manifestarsi.

E’ bello, lo vediamo nel nostro lavoro…quando noi approfondiamo questa condizione, l’altro si manifesta a sé stesso e a noi e questo richiede che noi siamo in grado di generare molta fiducia nel nostro campo.

Martin Heidegger (1889-1976) che alla fine degli anni ’20 ha scritto questo importante libro sulla natura dell’essere “Essere e tempo”.

Martin Heidgger ha scritto cose molto belle , disse che quando era giovane l’aveva colpito un pensiero, un po’ come accadde al dott. Sutherland che era rimasto colpito da un pensiero riguardo la respirazione primaria.

Il pensiero di Heidegger era: ”Perché c’è qualcosa invece di esserci nulla?”

E poi il pensiero diventò: ”Perché altri esseri invece che nulla?”

C’è questo bellissimo paragrafo (vedi foto) che ho fatto tradurre dal tedesco e ora si cercherà di tradurlo in italiano…

“…la meraviglia è che un mondo sta accadendo intorno a noi, che ci sono esseri invece che niente, che le cose esistono e che noi esistiamo in mezzo a tutto ciò.” Poi dice ancora una cosa che mi ha veramente colpito da quanto è potente: continua dicendo che “noi stessi esistiamo e tuttavia a malapena sappiamo chi siamo e a malapena sappiamo che non conosciamo nulla di questo… ” quando l’ho letto mi si è fermata la mente e ho pensato:”Sì, mi posso relazionare a questo”.

Di nuovo ripeto, lavoro con clienti che arrivano per fare un lavoro molto profondo e sono molto fortunato per questo.

Arriva un momento che la persona in sessione tocca questo punto…chi sono io, cosa sta succedendo qui e perché accada questo ci deve essere molto senso di sicurezza e vera recettività…questo è il cuore di tutto il vostro lavoro, io lo so.

Perciò, alla fine, Heidegeer trovò queste tre domande fondamentali, spesso vengono fuori nelle sessioni terapeutiche:

La prima è la sua domanda fondamentale: perché c’è qualche essere invece di nulla?

La seconda domanda è altrettanto potente: dato che esistono le cose, che esiste l’essere, che cosa significa?

Ecco poi la terza domanda che emerge in contesti terapeutici profondi: nel contesto di questo particolare essere, nel tempo e nella storia, che cosa significa?

Che cosa significa il mio essere, che cosè la natura del mondo in cui mi sono incarnato e che cosè la natura del Sé che emerge dalle condizioni che incontriamo nella vita.

E’ un territorio molto potente se riusciamo a tenerlo.

Negli ultimi mesi ho avuto dei clienti che sono venuti per cose molto tipiche tipo mal di schiena, per esempio un cliente con male all’articolazione sacro-iliaca. Via via che andava sempre più in profondità nel suo processo/lavoro di guarigione cominciò ad emergere del materiale molto remoto che proveniva dalla sua esperienza in utero, dalla sua nascita e dalla sua infanzia…memorie del suo Essere piccolo che si è sentito non accolto e non visto e  come, per tutta la vita lui ha dovuto “tenersi”, sentire che stava su delle fondamenta traballanti e come tutto ciò aveva generato il suo dolore fisico.

E’ stato bello aiutarlo a rimanere in questo mentre la respirazione primaria iniziava ad avviare dei processi di guarigione nel suo corpo e nella sua mente.

Winnicot,Donald Winnicot, pediatra e psicoanalista inglese (1896-1971) riguardo al rapporto madre/figlio parlava della capacità di creare un campo “abbastanza buono” di contenimento (funzione di holding)

Holding è un ambiente in cui la persona che si prende cura è presente e capace di rispondere.

Come persona io voglio generare un campo abbastanza buono dove le persone che amo, la mia famiglia, i miei clienti sono tenuti, in realtà lo voglio generare anche per me stesso.

Quello che voglio che apprezziate è l’espressione GOOD ENOUGH che in italiano si traduce ABBASTANZA BUONO ma che, se me lo permettete, lascerò in inglese…vuol dire che non dobbiamo essere perfetti.

È un sollievo per noi, sia come persone che come operatori sapere che è sufficiente essere good enough…è un sollievo no? Non dobbiamo essere perfetti!

L’idea è che la persona che si prende cura protegge il bebè da invasioni, da intrusioni in un modo abbastanza buono così da permettere al bebè semplicemente di Essere…così da rilassarsi nel semplicemente Essere che tutti noi siamo.

Winnicott pensa che se si permette ad un sistema di crescere in una continuità di Essere questo lo renderà capace di svilupparsi.

In questo campo il bebè deve sentire che non cè bisogno di proteggersi continuamente, ci deve essere il senso di potersi sviluppare in modo fluido.

Di nuovo pensiamo al nostro lavoro terapeutico: certamente vogliamo generare un campo di contenimento per i nostri clienti, vogliamo proteggerli dalle intrusioni inclusa quella di noi stessi in modo che possano rilassarsi ed approfondirsi in uno stato più profondo di Essere.

Al cuore di tutto questo cè la possibilità di riconnettersi con quelle forze più profonde che sostengono la nostra vita, per tutta la vita.

FairbainWilliam Ronald Fairbairn, medico psicoanalista scozzese (1889-1964) anche lui ruppe con Freud.

Per Freud siamo fondamentalmente divisi, c’è una lotta dentro di noi tra essere buoni ed essere cattivi e fondamentalmente siamo esseri alla ricerca del piacere.

Diversamente da Freud, Ronald Fairbairn lavorava con i bambini e con i genitori e vedeva che fin dall’inizio noi non siamo esseri intimamente divisi ma siamo intimamente interi e non siamo esseri alla ricerca del piacere e alla ricerca di alleviare le tensioni, siamo intrinsecamente esseri amorevoli, il cui bisogno fondamentale è la relazione. Vide che il nostro potenziale per un’intrinseca amorevolezza è presente per tutta la vita e che, per il piccolino, il bisogno principale è che il suo stesso amore sia visto e sia ascoltato. Se il nostro amore non viene visto e ricevuto, questo probabilmente crea una ferita che dura per tutta la  vita.

Di nuovo, nel lavoro terapeutico: il nostro lavoro è profondamente relazionale per sua natura e quando teniamo l’altra persona quei bisogni fondamentali di essere visto ed essere ricevuto possono ancora essere presenti anche se si tratta di un adulto.

Ed eccoci qua, il nostro Essere è sostenuto dal respiro della vita!

Forse alcuni di voi avranno avuto esperienza del respiro della vita, nella vostra vita personale o nel il lavoro con i clienti, non è qualcosa che possiamo controllare, è qualcosa che arriva da sé e arriva…all’improvviso.

E’ quando succede che il tuo cuore si apre all’amore, non è amore personalizzato è amore totale per tutto l’universo.

Potremo dire che il respiro della vita viene da un luogo che non è in nessun luogo e tuttavia è in ogni luogo.

Puoi scaricare l’intera trascrizione qui Webinar Franklyn Sills Ott.2015

Trascrizione di Paola Tonegato, traduzione audio di Aloka, grazie a tutti i partecipanti ai webinars.
www.craniosacrale.it

Maderu.